Resoconto del viaggio di istruzione a Rimini del 20/04/2026
La domus del chirurgo (II sec d.C.)
La domus del chirurgo fa parte di un importante sito archeologico situato nel centro storico di Rimini, l’antica Ariminum, in un'area che nel corso dei secoli ha subito varie trasformazioni. Sorgeva lungo una via di epoca repubblicana cruciale per i commerci, poiché collegava la città al mare, godendo così di una importante posizione strategica. Gli scavi, complessi e non ancora del tutto conclusi, hanno permesso di ricostruire con precisione le varie fasi dell'abitazione.
La prima fase della domus risale all'età repubblicana, ma la struttura è stata modificata più volte nel tempo, fino a raggiungere il V secolo d.C. Dopo un periodo di decadenza, in età bizantina furono rifatte alcune pavimentazioni, soprattutto a mosaico; in questa fase compaiono anche decorazioni a forma di croce, che testimoniano il mutamento religioso in atto. Alcune parti della casa vennero riutilizzate, mentre altre furono abbandonate o trasformate, per esempio, in giardini.
La domus del chirurgo deve il suo nome al ritrovamento di numerosi strumenti chirurgici in ferro e in bronzo, che dovevano appartenere a un medico di alto rango. Lo testimonia anche la presenza di una taberna medica, ossia lo spazio in cui il professionista visitava e operava. Alcuni ambienti, inoltre, servivano probabilmente per la preparazione delle cure.
Le stanze dell’abitazione erano decorate con mosaici raffiguranti spesso animali o figure umane, dove i motivi più complessi distinguevano quelle di maggiore importanza. Fra queste c'era un elegante vestibolo, caratterizzato da decorazioni in tessere bianche e nere.Sono emersi anche splendidi mosaici con scene legate all'acqua e figure di animali come leoni e pappagalli.
In seguito, la casa subì gravi danni a causa di un violento incendio. Dopo questo evento, alcune parti vennero ricostruite in modo più sobrio e con meno decorazioni. Successivamente, sopra i resti della domus sorsero altri edifici anche durante il Medioevo.
In sintesi, la domus del chirurgo rappresenta una testimonianza fondamentale per comprendere la vita quotidiana, la storia della medicina e l'evoluzione della città di Rimini nel corso del tempo.


Il Museo della domus del chirurgo
Dopo aver visitato i resti della domus del chirurgo è stato possibile visitare il relativo museo caratterizzato dalle ricostruzioni degli oggetti utilizzati e dei reperti più antichi e originali, come i diversi strumenti medici del chirurgo.
Uno degli aspetti più affascinanti è la ricostruzione della taberna medica, realizzata senza elementi di fantasia: ogni dettaglio, dai colori delle pareti agli intonaci, è stato ricavato dai resti originali rinvenuti durante gli scavi archeologici.
Qui si possono osservare le repliche degli strumenti del chirurgo, come uno straordinario corredo composto da circa 150 utensili che comprende pinze, un bisturi a manico fisso, lame e strumenti per realizzare anche interventi complessi, come per esempio amputazioni. In particolare uno dei reperti più importanti è il cosiddetto "cucchiaio di Diocle”, il cui ritrovamento rappresenta un caso unico: utilizzato per estrarre punte di freccia e controllare le emorragie, veniva descritto da Celso nelle antiche fonti a noi giunte.
Quello della domus di Rimini costituisce il ritrovamento più antico di tutta l'epoca romana. Un interessante dettaglio quale la totale assenza di strumenti legati alla cura femminile ha portato diversi studiosi a ipotizzare per questo medico una formazione di tipo militare. Accanto agli strumenti chirurgici sono stati trovati inoltre vasetti per la conservazione dei medicinali (sui quali erano incise scritte in greco che indicavano le erbe contenute), oltre a mortai e pestelli per la preparazione dei farmaci. L'unica fonte di luce della stanza era data da una finestra affacciata sul corridoio della domus.
Il percorso espositivo continua poi con la ricostruzione del cubiculum (la camera da letto), le cui pareti conservano ancora l'intonaco originale, offrendo una rara testimonianza diretta degli interni domestici romani.
Successivamente è stato possibile osservare da vicino una ricostruzione fedele in scala della domus.
Proseguendo lungo il percorso troviamo un pannello decorativo del triclinio raffigurante raffinati motivi di pesci e delfini, tipiche decorazioni di una città marittima come è ed è sempre stata Rimini.
La visita si è conclusa con la mostra dei reperti originali al museo (che si trova vicino alla domus del chirurgo): gli attrezzi del chirurgo, mortai, pestelli, vasetti e un’ampia varietà di mosaici.
La ricca selezione di reperti e riproduzioni molto attendibili ha permesso a noi studenti di comprendere appieno le dinamiche della vita quotidiana e della professione medica nell’antica Roma.


L’arco di Augusto
L'arco di Augusto a Rimini è un monumento di grande importanza per la città, in quanto rappresenta una delle porte romane più antiche che ancora oggi sono conservate. Fu costruito nel 27 a.C. per onorare l'imperatore Augusto, al quale il Senato aveva affidato il compito di restaurare le principali vie consolari d'Italia, tra cui la Via Flaminia che collegava Roma a Rimini. L'opera era collocata esattamente nel punto in cui la via terminava e segnava l'ingresso monumentale alla città di Ariminum, l'odierna Rimini.
Questa colonia romana fondata nel 268 a.C. era organizzata secondo lo schema tipico delle città romane, con due strade principali chiamate cardo e decumano. Dal punto di vista architettonico, l'arco, ai cui lati si trovano colonne con capitelli richiamanti lo stile corinzio, presenta un'unica grande apertura centrale dovuta al fatto che non poteva essere chiuso con porte. La sua imponenza simboleggiava un periodo di pace e stabilità in cui non era necessario difendere la città.
L'arco è anche ricco di significati simbolici e religiosi. Sulla facciata esterna, rivolta verso Roma, sono raffigurate due divinità: Giove e Apollo. Giove rappresenta il potere supremo, mentre Apollo è il dio protettore di Augusto. Nella facciata interna, rivolta verso il centro della città, sono raffigurate altre due divinità: Nettuno e la Dea Roma, che ha il compito di proteggere l’urbe.
In origine, sulla sommità dell’arco si trovava probabilmente una statua o una quadriga; in seguito, nel Medioevo gli furono aggiunti i merli, che donano un aspetto più fortificato. L’arco di Augusto non rappresenta solo un monumento celebrativo, ma anche un simbolo politico. Infatti celebra il potere di Augusto e segna l’inizio di un’epoca di pace e stabilità, la cosiddetta Pax Romana.
Ancora oggi fa parte dei simboli principali di Rimini, dal momento che testimonia la grandezza e l’organizzazione dell’antica civiltà romana.

Il foro romano
Situato a Rimini, il foro romano è la piazza che si formava all’incontro del cardo e del decumano e che partiva dalla porta montanara, chiamata così perché si affaccia sugli Appennini, ed è il primissimo ingresso alla città fondata nel 268 a.C. La porta era un po’ più piccola rispetto all’Arco di Augusto e aveva due fornici, uno per l’entrata e uno per l’uscita, in modo da controllare meglio chi entrava e chi usciva dalla città.
Il foro era una piazza enorme, molto più grande rispetto all’attuale Piazza III Martiri; non erano presenti gli edifici che vi si trovano attualmente e, nel luogo in cui adesso è situato il palazzo d’angolo, allora si trovava il teatro. Nel foro si svolgevano le assemblee, c’erano le botteghe e sicuramente la basilica della quale sono state ritrovate tracce in Via Dante: era il cuore pulsante della città. Inoltre, dal mare arrivavano i pescatori che dovevano vendere la merce, mentre dalla Valmarecchia, cioè dall’entroterra, provenivano i produttori di vasi.
Vi erano sicuramente dei portici, presenti ancora adesso, sotto i quali erano situate le botteghe e le osterie, dove spesso i Romani mangiavano, dal momento che non tutti potevano garantirsi una cucina all’interno dell’abitazione; molto importanti erano anche le statue di celebri personaggi della città e i templi dedicati agli dei, circondati da abitazioni.
Sono state trovate tracce della pavimentazione antica, come per esempio delle asole che mostrano ancora adesso i due strati sottostanti alla piazza di oggi.
Dell’antico Foro non è rimasto quasi nulla, perché vi sono stati costruiti edifici sopra nel corso dei secoli.


Il ponte di Augusto e Tiberio
Il ponte di Augusto e Tiberio a Rimini, terminato nel 21 d.C., fu costruito per collegare le sponde dell’antica Ariminum. All’epoca attraversava il fiume Marecchia nel suo alveo naturale; oggi il corso del fiume appare diverso poiché è stato deviato nel secolo scorso per ragioni idrauliche, e l’invaso sottostante è riempito d'acqua di risalita dal Mar Adriatico.
Questo mutamento ha cambiato la percezione paesaggistica del monumento, che in origine si trovava in una posizione strategica per il traffico di merci e persone lungo le vie Emilia e Popilia, mentre oggi è inserito in un contesto urbano e monumentale differente.
Il ponte presenta cinque arcate decorate con simboli che celebrano il potere imperiale. È realizzato in pietra d’Istria e, nonostante i numerosi restauri, conserva gran parte della struttura originale. Sulle arcate sono visibili dei rilievi che richiamano le cariche religiose e politiche degli imperatori, come il lituo (il bastone ricurvo dei sacerdoti) e il simpulum (un mestolo rituale), elementi che sottolineavano la legittimità e l’importanza di chi aveva commissionato l’opera.
L’ultima arcata verso nord fu gravemente danneggiata e parzialmente distrutta durante le guerre greco-gotiche nel VI secolo. Per lungo tempo quel tratto rimase difficilmente percorribile, costringendo la popolazione a soluzioni di fortuna fino ai successivi interventi di ripristino. La struttura subì ulteriori danni significativi a causa di un violento terremoto nel 1672. Questi eventi bellici e naturali hanno lasciato segni ancora oggi visibili sulla pietra, testimoniando le trasformazioni e la resilienza del ponte nel corso dei millenni.

Classe 2CLX dell’I.I.S. Giordano Bruno, a.s. 2025/2026
Revisione editoriale classe 2ALB dell’I.I.S. Giordano Bruno, a.s. 2025/2026
